Timorasso e dintorni: relazione Lucarno
10/09/2005

 
     
 
 
 
     
  II Timorasso dei Colli Tortonesi caratteristiche analitiche e sensoriali delle uve e dei vini di 6 diversi terroir nell'annata 2004

Umberto Lucarno Enosis Meraviglia

I Colli Tortonesi con una superficie iscritta alla doc omonima di 1096 ha ed un totale vitato di 1800 comprendendo doc Piemonte e vini da tavola rappresentano la terza area vitata per estensione della nostra provincia dopo il Monferrato e l'Acquese. La produzione vinicola che nei primi venti anni del secolo scorso aveva raggiunto la massima espansione , ponendo quest'area tra i principali fornitori delle mense del triangolo industriale e di basi per i sekt tedeschi, ha subito una contrazione che ha portato alla scomparsa dei 4/5 delle superfìci investite a vigneto.
All'inizio degli anni 90 l'impegno di un gruppo di giovani produttori capeggiati da Walter Massa ha invertito la tendenza lavorando per la valorizzazione di un territorio originale dal punto di vista pedologico e climatico e recuperando un vitigno bianco, il Timorasso di diffìcile coltivazione ma dalle grandi potenzialità enologiche, riconosciute ultimamente dall'istituzione di una doc specifica .
Per cercare di suffragare scientificamente quanto di buono gli appassionati di vino avevano già rilevato e per studiare l'influenza che diversi suoli e giaciture esercitano sul prodotto finale la provincia di Alessandria ha affidato a noi di Enosis il compito di studiare nel corso dell'annata 2004 le uve di 13 vigneti ,6 di Timorasso e 7 di barbera distribuiti sull'intero territorio della denominazione, ed i vini da essi ottenuti . I vigneti erano più ali'incirca equamente suddivisi tra quelli posti su terreni originati da rocce madri del paleocene-eocene(65-45 milioni di anni fa) e quelli posti su substrati miocenici ( 23-6 milioni di anni fa). L'annata 2004 nel corso della quale si è svolta la ricerca è stata caratterizzata da una temperatura media di 13.2 °C e da una sommatoria della temperature medie attive (indice di Huglin) di 1833 °C nel periodo fioritura metà ottobre . Dal 15 Giugno al 15 Settembre erano caduti solo 42,3mm di pioggia valore più scarso dell'ultimo triennio .Tra la fine di agosto e la metà di ottobre sono stati eseguiti 3 campionamenti sulle uve delle quali sono stati rilevati 27 parametri analitici per un totale di 780analisi effettuate .Sulle uve Timorasso le analisi hanno evidenziato l'elevato potenziale di biosintesi di questo vitigno che ha evidenziato una gradazione potenziale media alla raccolta del 13.23% volume/volume associata ad una acidità di 6.7g/l dovuta principalmente al contributo dell'acido tartarico( livello medio di acido malico 1.43 g/1) ed ad un elevato accumulo di cationi minerali (1320mg/l di potassio,90 di calcio, 72 di magnesio) che però salificavano solo parzialmente gli acidi organici visto che il PH raggiungeva un livello medio di 3.06. Il contenuto di azoto prontamente assimilabile era nelle uve abbastanza basso (87.3 mg /I) mentre medio era quello di acidi cinnamici (78.3mg/l) .L'analisi aromatica evidenziava un contenuto medio basso di alcoli terpenici(168 ng/1) uno medio di alcoli e fenoli(360^g/l) mentre il contenuto in norisoprenoidi glicosilati, composti aromatici a lenta evoluzione capaci di conferire in bottiglia note fruttate, idrocarburi che e minerali ,era elevato (879 u.g/1). 11 sistema di conduzione del vigneto risultava essere il principale fattore in grado di determinare le potenzialità dell'uva seguito dal terroir . Il contenuto in cationi minerali era maggiore nelle uve derivate da terreni paleocenici .
La raccolta selettiva attuata da quasi tutti i produttori ha portato ad ottenere vini con una gradazione alcolica media del 14%vol /vol ed un elevato estrato secco (22.4 g/1). La malolattica è stata portata a termine da 3 vini ma comunque il livello medio di malico (0.6 g/1) era contenuto. Non elevato era anche il ph (3.19) dovuto ad un quantitativo di potassio che a marzo si era quasi dimezzato rispetto a quello rilevato nelle uve. I produttori avevano in generale tenuto il vino sulle fecce fini con un livello di solforosa libera contenuto( 10 mg/1 in media ) e ciò aveva determinato un innalzamento dell'intensità della colorazione gialla (abs 420 media 0.198).
Al campionamento di marzo gli aromi fermentativi (esteri, acetati, alcoli, lattoni) erano nettamente predominanti e sovrastavano ancora l'impronta varietale dovuta ai norisoprenoidi la cui deglicosilazione enzimatica era proceduta lentamente in virtù delle basse temperature invernali .
Alcuni vini presentavano un livello di esteri di invecchiamento abbastanza elevato . Alla degustazione i vini manifestavano una sensazione di pienezza dovuta agli estratti ed alla sensazione pseudocalorica dell'alcol resa non stucchevole dalla robusta spalla acida . Al naso le note floreali e fruttate dovute ai composti fermentativi erano ancora predominati sulle note idrocarburiche, e minerali del vitigno. Erano vini che se ben curati potevano manifestare un divenire brillante .