Dolcetto
 
Ampiamente coltivato nelle province di Cuneo (Langhe e circondario di Ormea), di Asti (Colli del Monferrato) e di Alessandria (circondario di Acqui e di Ovada, Tortonese), ma presente anche in Oltrepò Pavese e nell'area pedemontana ed alpina piemontese, in virtù della sua precocità di maturazione. Si ritrova in Liguria in provincia di Imperia (Pieve di Teco e Pornassio).
 
 
 
 
 

Origine

Pare che la provenienza sia riferita al Monferrato a fine settecento, poi si è diffuso in Liguria, in Oltrepò, nel milanese e nel tortonese. Nel 1906 il Molon, studio di riferimento ampelografico, lo indica come il vitigno più diffuso in Italia.

Descrizione ampelografica

L’apice del germiglio è semi-aperto e cotonoso, di colore leggermente rossastro. La foglia è media piccola, a cinque lobi, con segno peziolare a V. Il grappolo è di grandezza media, piramidale, lungo, alato e semispargolo. L’acino è piccolo e sferico, la buccia spessa e pruinosa, di colore nero bluastro.

Fenologia

Epoca di germogliamento: precoce, inizio aprile

Epoca di fioritura: precoce, fine aprile

Epoca d’invaiatura: media, metà agosto

Epoca di maturazione: precoce, intorno al 10 settembre

Attitudini agronomiche e colturali

Portamento della vegetazione: semi-ricadente

Vigoria della vegetazione: media

Produzione per ceppo: 2,4 kg/ceppo

Peso medio del grappolo: 130 grammi


Esigenze ambientali

Predilige un allevamento a spalliera e una potatura decisa a guyot. Non è un vitigno ad alta adattabilità ambientale, in climi e terreni non idonei può dare problemi alla maturazione.

Sensibilità alle malattie

Sensibile alle piogge e alle malattie crittogame.

 

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